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Conobbi Peppe Ercolano ad un mio spettacolo teatrale, lo vidi entusiasta e pieno di voglia di conoscere tutti i risvolti di questa arte che io amo tanto. Fui contento come sempre di aver suscitato tanto interesse e curiosità in un ragazzo così giovane, mi fece delle domande intelligenti e precise, e questo mi portò a pensare che forse voleva entrare in qualche scuola di Teatro, e intraprendere la carriera di attore, ed invece mi ero sbagliato, perché con un sorriso mi porse delle fotografie, io pensai subito che fossero sue per proporsi come attore ed invece, quale fu la mia meraviglia nel vedere stampate figurine del presepe in terracotta, soprattutto animali scolpiti così bene e così pieni di poesia? Che questa volta fui io a fargli delle domande ed a proporgli di farmi visitare il suo piccolo laboratorio, e lì, a Meta di Sorrento, in quella piccola stanza, tra luci e ombre potei ammirare i suoi lavori, fatti e scolpiti con amore e umiltà. Mi ritornarono alla mente le lunghe passeggiate che facevo con mia mamma quando ero bambino, quando a Napoli si camminava senza paura anche nei vicoletti bui e senza sole, alla scoperta di piccoli capolavori da portare a casa per la festa di Natale, l’odore delle botteghe, l’odore sano e buono delle cose vere quando gli artigiani si chiamavano ancora “artisti” e “maestri”, tutto questo lo ritrovai in quella piccola bottega, in quel piccolo mondo incantato, fatto sì di poesia e magia, ma anche di duro lavoro, di dignità, di disciplina spirituale, ma soprattutto, cosa ancora più rara, non per vanità. Io non sono un critico d’arte, e non mi piacerebbe esserlo, ma dopo tanti anni a contatto con il pubblico, posso leggere un poco nel cuore delle persone e attraverso gli occhi di questo giovane “artista” ho potuto vedere, e credo di non sbagliarmi, che lo scopo della sua vita è quello di non arricchirsi, e per questo sono diventato suo amico, ed è per questo che gli proposi di scolpire e creare un quadro del mio spettacolo natalizio “La cantata dei pastori”, e Peppe Ercolano da bravo artista e soprattutto da studioso del gusto e della sacralità del mondo popolare ha costruito un’incantevole e commovente momento di questo spettacolo: l’epilogo della natività. Ed ogni anno in ogni Teatro di Napoli dove viene rappresentata “La cantata”, viene esposto e viene ammirato da tutto il pubblico.
Peppe Barra |