Il Presepe Napoletano

Il culto e l'arte del presepe fiorirono in Napoli nei primi decenni del '500 a somiglianza di quello che tre secoli prima fece in Greggio il poverello di Assisi.

A Carlo III di Borbone và dato il merito di aver iniziato con gusto finissimo il presepe settecentesco, che costruiva con le sue mani e con l'aiuto della moglie Amalia a cui era affidato il compito di vestire con inimitabile eleganza le numerosissime figure che popolavano la scena natalizia.

Mantennero viva la tradizione i successori :

Ferdinando IV ed il principe ereditario Francesco facevano allestire presepi a Caserta e negli altri siti reali dove intendevano trascorrere il Natale;

Ferdinando II con un magnifico presepe nella reggia di Caserta.

Nella realizzazione di tutti i presepi è costantemente seguito un unico criterio.
L'avvenimento è diviso in tre quadri caratteristici : L'Annuncio, il Mistero, la Taverna:

L'angelo reca la lieta novella ai pastori dormienti accanto al loro gregge

La Natività rappresentata sotto le rovine di un tempio pagano voluto a rappresentare il trionfo del Cristianesimo sull' antica civiltà pagana

il "diversorium"o taverna è l'elemento che ha subito la maggior alterazione e dove la fantasia ha sovranamente predominato.

Il Figuraro operoso fabbricatore di pastori destinato a dar vita all'impareggiabile Presepe Napoletano.
I pastori erano costituiti da tre elementi: la testa in terracotta dipinta, il corpo modellato su di un leggero scheletro di fil di ferro che sostiene un opportuna imbottitura di stoppa, le mani e le estremità inferiori in legno scolpito e dipinto; le figure del '700 non superavano i 35-40 cm. Tra i "figurarum sculptores" detti figurari, prima di menzionare il Sammartino che i napoletani definiscono il "Donatello dei figurari" il pastore veniva realizzato da artisti quali : Matteo Bottiglieri, Nicola Somma, Camillo Celebrano, Angelo Viva, Mosca Lorenzo e
Salvatore Franco…
Il primo allievo del Sammartino fu Giuseppe Gori, il quale, per il modo in cui terminava le figure e modellava i capelli, fu superiore al suo maestro.

Nel dar vita ai numerosi animali che hanno sempre avuto un ruolo importante sul presepe si distinsero i fratelli Nicola e Saverio Vassallo, Francesco Gallo e Tommaso Schettino.

Dei presepi artistici ce ne resta qualcuno in collezioni private, gelosamente conservato, tra quelli miracolosamente salvati va menzionato , sicuramente, il bellissimo presepe donato dal Cuciniello alla certosa di San Martino nel 1879 e conservato in quel museo. Il presepe Cuciniello (foto)rappresenta "un capitolo di Vangelo tradotto in dialetto napoletano".

Ancor oggi la tradizione Artistica del presepe

 è tra le più care ai napoletani ricca di cultura e

di costumi riflettendo in modo tangibile la

cultura di un epoca, quella della Napoli settecentesca.

Io con il mio lavoro cerco di dare un modesto contributo

 a questa pagina di storia che tanto ha caratterizzato e che è

motivo di orgoglio della nostra Napoli, cercando di far

rivivere in parte quelle emozioni trasmesse da interpretazioni

purtroppo irraggiungibili.

per saperne di più
www.o-presebbio.com