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Il culto e l'arte del presepe fiorirono in Napoli nei primi decenni del '500 a somiglianza di quello che tre secoli prima fece in Greggio il poverello di Assisi. A Carlo III di Borbone và dato il merito di aver iniziato con gusto finissimo il presepe settecentesco, che costruiva con le sue mani e con l'aiuto della moglie Amalia a cui era affidato il compito di vestire con inimitabile eleganza le numerosissime figure che popolavano la scena natalizia. Mantennero viva la tradizione i successori : Ferdinando IV ed il principe ereditario Francesco facevano allestire presepi a Caserta e negli altri siti reali dove intendevano trascorrere il Natale; Ferdinando II con un magnifico presepe nella reggia di Caserta. Nella realizzazione di tutti i presepi è costantemente seguito un unico criterio. L'angelo reca la lieta novella ai pastori dormienti accanto al loro gregge La Natività rappresentata sotto le rovine di un tempio pagano voluto a rappresentare il trionfo del Cristianesimo sull' antica civiltà pagana il "diversorium"o taverna è l'elemento che ha subito la maggior alterazione e dove la fantasia ha sovranamente predominato. Il Figuraro operoso fabbricatore di pastori destinato a dar vita all'impareggiabile Presepe Napoletano. Nel dar vita ai numerosi animali che hanno sempre avuto un ruolo importante sul presepe si distinsero i fratelli Nicola e Saverio Vassallo, Francesco Gallo e Tommaso Schettino. Dei presepi artistici ce ne resta qualcuno in collezioni private, gelosamente conservato, tra quelli miracolosamente salvati va menzionato , sicuramente, il bellissimo presepe donato dal Cuciniello alla certosa di San Martino nel 1879 e conservato in quel museo. Il presepe Cuciniello (foto)rappresenta "un capitolo di Vangelo tradotto in dialetto napoletano". Ancor oggi la tradizione Artistica del presepe è tra le più care ai napoletani ricca di cultura e di costumi riflettendo in modo tangibile la cultura di un epoca, quella della Napoli settecentesca. Io con il mio lavoro cerco di dare un modesto contributo a questa pagina di storia che tanto ha caratterizzato e che è motivo di orgoglio della nostra Napoli, cercando di far rivivere in parte quelle emozioni trasmesse da interpretazioni purtroppo irraggiungibili. |
